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Taiji Quan Chen

Taiji quan della Famiglia Chen



Il Taijiquan nasce nel XVII secolo in seno ad una famiglia di tradizioni guerriere: i Chen 陳.
Nel 1374 i Chen migrarono dalla provincia di Shanxi 山西 a quella di Henan 河南 stabilendosi nelle campagne
del distretto di Wen 溫, spopolate a causa delle sanguinose rivolte che avevano travolto la dinastia mongola.
Nove generazioni dopo, Chen Wangting 陳王庭 (ca. 1600-1680), ufficiale dell’esercito,
deposte le armi e ritiratosi a vita privata,
si dedicò allo studio e alla rielaborazione dell’arte marziale di famiglia creando il taijiquan 太極拳.
Per quasi trecento anni l’arte fu trasmessa quasi esclusivamente a Chenjiagou 陳家溝,
il villaggio fondato dai Chen, e nelle zone immediatamente limitrofe.


Principi della scuola Chen
Nei secoli la famiglia Chen ha prodotto un vastissimo volume di materiale teorico, sia scritto che orale,
riguardante la pratica del taijiquan. Molto di questo materiale è raccolto nel Chenshi Taijiquan tushuo
(“Il taijiquan della famiglia Chen spiegato e illustrato”)
di Chen Xin edito nel 1935 (ma scritto nel 1916) e nel Chenshi Taiji quanzong di Chen Zhaopi, edito nel 1939.
I maestri di oggi spiegano spesso con parole semplici ed un linguaggio moderno questi secolari principi,
ma alle volte non disdegnano di illustrare anche le formule della tradizione.
Il maestro Zhu Tiancai della XIX generazione, spiegò la seguente “canzone”,
che di generazione in generazione si tramanda al villaggio di Chenjiagou.

节节要松 jiejie yao song
  tutte le articolazioni devono essere rilassate
皮毛要攻 pimao yao gong
  pelle e peli si devono gonfiare
连绵贯穿 lianmian guanchuan
  tutto quanto unito e collegato
虚灵在中 xuling zai zhong
  mantenendosi vuoti e agili all’interno

“Tutte le articolazioni devono essere rilassate”
Significa che ogni giunto articolare deve essere sciolto per poter permettere alla forza (qi) di raggiungere ogni parte del corpo.
Il taijiquan cerca infatti di usare ogni parte del corpo, anche le più impensate, nell’attacco e nella difesa.
Ecco perché si devono evitare blocchi e rigidità che ostacolerebbero la corretta catena energetica.

“Pelle e peli si devono gonfiare”
Nella tradizione popolare si dice che quando il qi scorre abbondante il corpo si gonfia e i peli si rizzano.
Questa seconda frase è dunque una metafora per indicare l’abbondante scorrimento del qi.
Le più evidenti sensazioni del passaggio del qi nel corpo sono:
ma 麻 “formicolio”, zhang 涨 “gonfiore”, re “calore” 热.
I piedi diventano pesanti e il peso affonda, il sangue circola abbondante, il corpo si vela di sudore.

“Tutto quanto unito e collegato”
Significa che tutti i segmenti del corpo, ma anche i muscoli, le ossa, gli organi interni, l’intenzione, la percezione,
la respirazione, lo sguardo devono essere coordinati all’unisono, senza alcuna dispersione.
连绵贯穿 lianmian guanchuan, unire tutto assieme, interno ed esterno
内外合一 neiwai heyi, unire interno ed esterno.

“Mantenendosi vuoti ed agili all’interno”
Significa non comprimere e non bloccare il respiro e la forza, ma lasciare che i gesti e le posizioni arrivino al punto giusto.
La testa, il collo, il petto devono essere “vuoti, leggeri”, tutto il corpo si deve muovere con agilità estrema.
Ogni movimento è circolare ed è la circolare continuazione di un movimento precedente.
Come nella calligrafia cinese (shufa), se si vuole andare a sinistra
si comincia verso destra, se si vuole andare in basso, si inizia in alto, ecc.
Il tratto orizzontale, ad esempio, pur apparendo diritto ha inizio e fine circolari ed un’invisibile torsione interna.
Col corpo rilassato si avverte il qi 气, con la respirazione lo si guida yunqi 运气,
quando lo si emette lo si chiama jin 劲, “forza”, che esce dal corpo jinli 劲力.
Far circolare il qi nel corpo lo nutre, quindi yunqi 运气 “far circolare il qi” serve a “nutrire la vita”, alla salute yangsheng 养生.
Fajin 发劲 è un’applicazione marziale (yongfa 用法), serve serve ad applicare la tecnica su di un avversario.
Per ottenere queste qualità non c’è che un modo: allenarsi e parecchio, non ci sono scorciatoie.



Con divina velocità avanza e retrocede, insondabile nel vuoto e nel pieno
il suo corpo è agile come una scimmia, le sue mani paion muovere una sfera
perfettamente coordinato, è del Taiji l’essenza stessa.

IstitutoZhuTiancaiItalia                                       ZhuTiancaiTaijiQuan                                                           fonte

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